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Chi sono i cani di quartiere?

Far sì che un cane diventi di quartiere è un modo per contrastare il randagismo. Il randagismo è molto diffuso in Italia e il Governo regola la presenza dei cani in strada attraverso norme ben precise. Infatti la principale soluzione contro la lotta al randagismo è quella, innanzitutto di prevenirla, educando la popolazione al non abbandonare i propri animali. Ma purtroppo ciò non basta, ed è per questo che è necessaria la presenza di un canile per uno o più comuni. Il canile è la struttura che raccoglie tutti i cani abbandonati al fine di permettere la loro adozione.

Poi ci sono quei comuni che invece di mandare il cane in canile decidono di tenerlo sul territorio, ed è così che nasce il cane di quartiere. Ci sono quei cani che stanno da tempo in strada e ne hanno fatto la loro casa. In questo caso è bene lasciarli lì dove ormai sono abituati a vivere. Ovviamente devono esserci dei presupposti per far sì che il cane diventi un cane di quartiere. Innanzitutto deve essere caratterialmente idoneo per poterlo lasciare libero. Quindi deve essere un cane tranquillo, socievole e docile e deve essere giudicato non pericoloso dal Servizio Veterinario pubblico.

Ma chi si occupa di lui?

Il cane di quartiere viene sterilizzato e microchippato a spese del Comune, risultando iscritto nell’anagrafe canina regionale a nome dell’ente stesso con tanto di copertura assicurativa per responsabilità civile. Il cane è nutrito dalla popolazione, spesso è affidato ad un volontario o un gruppo di persone, del quartiere in cui è abituato a vivere. Le spese veterinarie sono a carico del servizio Veterinario della ASL anche se ogni comune ha delle normative diverse. E’ sempre bene chiedere informazioni al Comune di appartenenza.

Come diventare l’addetta alle cure del cane

Basta fare la domanda al sindaco e proporsi come affidataria del nostro amico. Il cane di quartiere è un opzione da prendere seriamente in considerazione dato che c’è un sovraffollamento nei canili e la difficoltà nell’adozione. Inoltre diminuirebbero le spese comunali visto che l’ente ogni mese deve una somma per ogni cane mandato in canile e per il suo mantenimento nella struttura. Il cane di quartiere viene riconosciuto grazie a un collare con targhetta o un altro metodo disposto dal Comune.