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Coronavirus: le adozioni sono bloccate

A causa del terribile periodo che stiamo vivendo abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini da un giorno all’altro. Le attività sono chiuse, i servizi sono fermi e tra tutto questo anche le adozioni e le sterilizzazioni sono bloccate. Oltre alla nostra anche la vita dei cani è cambiata, se prima non vedevano l’ora che qualcuno li facesse visita, adesso hanno perso la speranza. Se speravano che qualcuno li portasse a casa ora hanno capito che nessuno li andrà a salvare per chissà quanto tempo. Se prima riponevano la gioia per quando arrivava il loro turno per fare una passeggiata ormai anche questo desiderio non è più realizzabile. Sono soli, in quarantena davvero, ma loro a differenza nostra lo sono da troppo tempo. Oggi non possiamo fare niente e nemmeno domani, forse nemmeno tra un mese, non si sa.

adozioni bloccate in canile

Dobbiamo rimettere le cose a posto, meglio di com’erano prima

Passato questo periodo duro probabilmente ne verrà un altro ancora più duro. Ma ci rialzeremo, così come fanno i cani quando vengono abbandonati, sballottati, maltrattati. Loro hanno fiducia, si rialzano e la stessa cosa la faremo anche noi, con loro. Avremmo bisogno di qualcuno di forte al nostro fianco per sollevare il nostro umore e avremmo bisogno di sentirci utili a qualcosa dopo questo forte affronto verso la nostra esistenza. Abbiamo bisogno di amare, di tornare ad essere delle persone buone, di fare gesti altruisti, di non pensare più solo a noi stessi. Abbiamo bisogno di regalare gioia a chi vuole darla a noi, e perché no, abbiamo bisogno di adottare. Fermare la quarantena di chi ci sta da troppo tempo, soprattutto a chi ci sta da troppo tempo senza motivo, i nostri amici a quattro zampe!

Chi sono i cani di quartiere?

cani di quartiere

Far sì che un cane diventi di quartiere è un modo per contrastare il randagismo. Il randagismo è molto diffuso in Italia e il Governo regola la presenza dei cani in strada attraverso norme ben precise. Infatti la principale soluzione contro la lotta al randagismo è quella, innanzitutto di prevenirla, educando la popolazione al non abbandonare i propri animali. Ma purtroppo ciò non basta, ed è per questo che è necessaria la presenza di un canile per uno o più comuni. Il canile è la struttura che raccoglie tutti i cani abbandonati al fine di permettere la loro adozione.

Poi ci sono quei comuni che invece di mandare il cane in canile decidono di tenerlo sul territorio, ed è così che nasce il cane di quartiere. Ci sono quei cani che stanno da tempo in strada e ne hanno fatto la loro casa. In questo caso è bene lasciarli lì dove ormai sono abituati a vivere. Ovviamente devono esserci dei presupposti per far sì che il cane diventi un cane di quartiere. Innanzitutto deve essere caratterialmente idoneo per poterlo lasciare libero. Quindi deve essere un cane tranquillo, socievole e docile e deve essere giudicato non pericoloso dal Servizio Veterinario pubblico.

Ma chi si occupa di lui?

Il cane di quartiere viene sterilizzato e microchippato a spese del Comune, risultando iscritto nell’anagrafe canina regionale a nome dell’ente stesso con tanto di copertura assicurativa per responsabilità civile. Il cane è nutrito dalla popolazione, spesso è affidato ad un volontario o un gruppo di persone, del quartiere in cui è abituato a vivere. Le spese veterinarie sono a carico del servizio Veterinario della ASL anche se ogni comune ha delle normative diverse. E’ sempre bene chiedere informazioni al Comune di appartenenza.

Come diventare l’addetta alle cure del cane

Basta fare la domanda al sindaco e proporsi come affidataria del nostro amico. Il cane di quartiere è un opzione da prendere seriamente in considerazione dato che c’è un sovraffollamento nei canili e la difficoltà nell’adozione. Inoltre diminuirebbero le spese comunali visto che l’ente ogni mese deve una somma per ogni cane mandato in canile e per il suo mantenimento nella struttura. Il cane di quartiere viene riconosciuto grazie a un collare con targhetta o un altro metodo disposto dal Comune.

Il coronavirus nei cani

i cani non possono essere infettati dal coronavirus

Gli animali da compagnia trasmettono il virus?

No, gli animali da compagnia non possono essere infettati e tanto meno sono diffusori del virus. Lo confermano il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e il WHO (World Healt Organitations).

Si pensa che il virus è nato da un animale, nello specifico dai pipistrelli, anche se non si ha ancora la certezza assoluta. Ma per quanto riguarda i nostri amici pelosi possiamo stare tranquilli. Infatti Il Ministero della Salute afferma: “Al momento non esistono prove che dimostrino che animali come cani o gatti possano essere infettati dal SARS-CoV-2, né che possano essere una fonte di infezione per l’uomo”.

Purtroppo la psicosi di un virus arrivato all’improvviso di cui nessuno conosceva ha portato le persone a compiere atti crudeli verso gli animali e ha aumentato la percentuale di abbandono. In In Cina i cani e i gatti venivano buttati dal balcone, molti sono stati trovati morti. Altre persone fuggivano e rimanevano l’animale domestico in casa senza mangiare. I funzionari locali hanno minacciato di catturare, uccidere e seppellire gli animali sul posto se ne vedevano in giro. Insomma i nostri amici sono presi di mira senza averne nessuna colpa, sono morti senza motivo e abbandonati senza ragione.

Il cane risultato positivo ad Hong Kong

Ad incrementare questo pensiero, che i cani possono contrarre il virus, è il caso del volpino risultato positivo al coronavirus. Nel cane è uscita fuori una bassa concentrazione virale nei tamponi fatti nel naso e nella bocca,cosa apparsa subito strada. La bassa positività del virus nei tamponi non indicava un’infezione violenta nell’animale. Il primo pensiero, infatti, era che si trattasse di una presenza “passiva” del virus passato dalla proprietaria al cane esattamente come su altre superfici. Infatti, a scopo puramente precauzionale, il Centro per il controllo delle malattie degli Stati Uniti, suggerisce alle persone contagiate da Covid-19 di limitare il contatto con gli animali.

STOP all’abbandono

Come ben sappiamo l’abbandono porta al randagismo che a sua volta riempie i canili più di quanto non lo siano già. E cosa di parità importanza è la difficoltà di adozione. Quindi una volta chiaro il discorso sul quale gli animali d’affezione non trasmettono il virus continuiamo ad adottarli ed amarli, non ad abbandonarli.

La sterilizzazione nei cani

Che cos’è?

La sterilizzazione è la procedura chirurgica o chimica che impedisce la riproduzione di un individuo in maniera temporale o definitiva. Al giorno d’oggi è importante sterilizzare il proprio cane per diversi motivi che successivamente approfondiamo: per controllare il randagismo, per migliorare la convivenza con il padrone dato che il cane femmina va in calore 2 volte l’anno, in questo periodo ritira i cani maschi, per prevenire i tumori mammari e patologie uterine che si manifestano in età avanzata. La sterilizzazione nei cani va fatta prima del primo calore o tra il primo e secondo periodo. Per sfruttare i benefici che la sterilizzazione apporta ai cani è bene farla entro il sesto mese di vita del cane.

La sterilizzazione nei cani maschi

La sterilizzazione chirurgica nei cani maschi avviene con l’asportazione dei testicoli (orchiectomia). Vediamo insieme i PRO e i CONTRO:

PRO

  • Elimina il rischio di scappare alla ricerca del partner
  • Riduce il rischio di aggressioni
  • Elimina il rischio della nascita dei tumori ai testicoli e il rischio di alcune patologie alla prostata
  • Elimina il rischio di provocare alcune neoplasie su base ormonale come gli adenomi delle ghiandole anali
  • Sopprime il rischio di contrarre il tumore venereo trasmissibile
  • La sterilizzazione è doverosa nei soggetti con criptorchidismo

CONTRO

  • Mentre per molte razze di cane il rischio di incontrare tumori si riduce, per alcune razze la possibilità aumenta
  • In caso di una dieta grassa e poca attività fisica c’è il rischio di obesità

La sterilizzazione nei cani femmina

Nelle femmine la sterilizzazione chirurgica si ottiene mediante l’asportazione delle ovaie ( ovariectomia) e nel caso viene rimosso anche l’utero prende il nome di ovarioisterctomia

PRO

Elimina:

  • Il rischio di gravidanze indesiderate
  • Il rischio di una gravidanza isterica o falsa gravidanza
  • Il disagio al proprietario delle perdite durante il periodo del calore e il raduno dei cani maschi
  • Il rischio di provocare una grave infezione batterica dell’utero ( la piometra) che può portare alla morte
  • Il rischio dei tumori

CONTRO

  • Vengono eliminati solo i tumori benigni
  • In alcune razze aumenta la possibilità di essere soggetti ad altre neoplasie
  • I cani obesi sono maggiormente soggetti a incontinenza

La sterilizzazione in canile: tempi e costo

I cani che risiedono in canile devono essere obbligatoriamente sterilizzati, per prevenire il randagismo e per una pacifica convivenza degli stessi nella struttura. Quando arriva un cucciolo la sterilizzazione è fatta entro i suoi primi 6 mesi di vita. Se il cane viene adottato prima, in alcune regioni la sterilizzazione è gratuita (sempre entro i 6 mesi di vita del cane). Ed è a carico previo appuntamento dal servizio Veterinario della ASL. In caso contrario il costo della sterilizzazione si aggira sulle 200€.

Il randagismo

Che cos’è?

Il randagismo è la condizione in cui vive un animale da compagnia nel momento in cui è senza padrone e quindi vaga per le strade da solo o in branco. Per intenderci tutti i cani o gatti che non sono dotati di microchip e sono trovati in strada sono animali randagi. Questi sono cani abbandonati o cani nati da altri cani a loro volta abbandonati. Il randagismo è regolato da delle norme nazionali redatte dal Ministero della Salute.

Cani in strada

Lotta contro il randagismo

Vediamo cosa dice la legge. Nel nostro Paese la tutela degli animali e la lotta contro il randagismo sono principi fondamentali sanciti, dal punto di vista normativo, sin dal 1991. “lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”. Infatti il randagismo è un danno non solo per la tutela dell’animale ma anche per le conseguenze che porta all’ambiente e al pubblico. Un cane libero, lasciato a sé stesso in condizioni spesso disumane può diventare pericoloso per la popolazione. Ed è per questo che la legge spartisce i compiti tra le varie autorità per la sicurezza ambientale e la tutela degli animali.

Compiti del Ministero della Salute:

Riassumiamo quello che c’è scritto nell’opuscolo e vediamo insieme i punti fondamentali.

  • Controllo dell’applicazione delle norme vigenti e ripartizione annuale del fondo istituito per l’attuazione delle leggi
  • Promozione ed educazione per garantire la tutela degli animali e formazione per i proprietari dei cani
  • Riconoscimento di Enti e Associazioni affidatari di animali sequestrati e confiscati
  • Registrazione dei produttori e distributori di microchip, attribuzione agli stessi delle serie numeriche dei codici identificativi elettronici aggiornamento del relativo elenco nazionale

Compiti delle Regioni e Province autonome:

  • Emanare leggi e regolamenti applicativi delle norme nazionali
  • Garantire l’educazione nelle scuole come lotta contro il randagismo
  • Adoperarsi nel mantenimento delle strutture come canili e rifugi
  • Iniziative volte a rendere tutti i luoghi pubblici accessibili ai cani di supporto ai disabili

Compiti dei Comuni (Sindaco):

  • Tutela e controllo della popolazione animale vagante sul territorio di propria competenza
  • Costruire canili e rifugi
  • Organizzare percorsi formativi per i proprietari di cani con rilascio del patentino
  • Identificare e registrare in anagrafe canina, tramite il Servizio Veterinario pubblico, dei cani catturati sul territorio e di quelli ospitati nelle strutture di ricovero convenzionate
  • Dotazione alla Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip iso-compatibile

Compiti del veterinario ASL:

  • Vigilanza e controllo dello stato sanitario delle strutture di ricovero
  • Registrazione dei cani in anagrafe canina e verifica della presenza del microchip
  • Provvedere alla sterilizzazione
  • Tenuta e aggiornamento del registro dei cani responsabili di morsicature o aggressioni
  • Invio all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) competente per territorio delle carcasse degli animali domestici o selvatici

Compiti del veterinario libero professionista

  • Verificare la presenza del microchip e le eventuali informazioni rinvenute
  • Segnalazione al Sindaco e al Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio in caso di diagnosi di sospetto avvelenamento
  • Rispetto del divieto di effettuare interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane se non finalizzati a scopi curativi ( taglio delle orecchie, taglio della coda )

Compiti del proprietario o detentore:

  • Divieto di abbandono di qualsiasi animale d’affezione
  • Obbligo di:
    • segnalare alle Autorità competenti il decesso dell’animale a causa di avvelenamento
    • iscrivere il cane all’anagrafe entro il secondo mese di vita
    • microchipparlo
    • nutrirlo, pulirlo e accudirlo
    • custodirlo
    • utilizzare sempre il guinzaglio
cane che corre

Sanzioni

L’abbandono dei cani d’affezione è un reato punibile con l’arresto fino a un anno o con una multa che arriva ai 10.000

Quanto costa adottare un cane al canile?

costo adozione cane in canile

Adottare un cane al canile è una scelta giusta a prescindere dal costo che tra l’altro non c’è. Adottare un cane è gratuito ma aspettate questo non vuol dire che non ha valore. L’adozione ha un valore inestimabile. Chi decide di portare con sé un trovatello rinchiuso in quelle orribile gabbie sceglie di donargli una vita migliore di quella che hanno già passato. I cani che arrivano in canile sono cani abbandonati, randagi. Spesso si tratta di meticci che vengono sempre meno apprezzati rispetto a quelli di razza anche se una differenza non c’è. I cani sono tutti diversi e il loro carattere dipende molto dall’educazione ricevuta. Anche loro cambiano modo di essere se nella loro vita hanno subito violenze o shock. I cani non sono molto diversi dagli umani. Dare una casa a un cane che ha avuto un passato difficile non solo rende il cane felice ma rende te una persona migliore.

I costi dell’adozione

Quindi se adottare un cane è gratuito perché si parla di costo d’adozione? Prima di tutto ci tengo a specificare che oltre ad essere gratuita l’adozione il cane che adotterete sarà sterilizzato, sverminato, spulciato, vaccinato e microchippato. Quindi non avrete nessuna spesa iniziale di quello se ne occupa il canile e il servizio veterinario ASL. Il vostro compito una volta adottato un cane sarà quello di curarlo, accudirlo, nutrirlo e coccolarlo. Veniamo al dunque: il costo dell’adozione è solamente legato al modo in cui andare a prendere il cane e portarlo a casa. Se adotterete un cane in un canile fuori paese avrete le spese del viaggio per andare a prendere il cane oppure potete decidere di usufruire del servizio di trasporto animali cioè una staffetta, a pagamento che porterà il cane diretto da voi.

Se vi state chiedendo se adottare un cane in canile ne vale la pena, la risposta è si. A differenza dei cani di allevamento che sono a pagamento e messi al mondo per puro business, adottare un cane aiuterà ad abbassare il livello di randagismo che è ancora tanto alto.

Staffetta: servizio di trasporto cani

Tutti possono adottare un cane, non ci sono limiti e nemmeno la distanza lo è. Infatti ci sono associazioni che offrono servizi di trasporto di cani comunemente chiamati servizi di staffetta. Grazie a queste società è possibile adottare un cane in qualsiasi canile italiano e riceverlo nella zona più vicina a casa tua se non proprio a casa tua.

Cos’è la staffetta?

La staffetta è un servizio omologato a norma ASL offerto da società che si occupano di trasportare animali vivi. In questo caso consegnano il cane adottato in canile all’adottante che per impossibilità di muoversi o per comodità sceglie di ricevere il cane in casa o in un luogo pattuito con la staffetta.

La salute del cane

Il cane prima di partire deve essere in regola, per quanto riguarda i documenti e la salute. Se il cane non è idoneo a partire per mancanza di uno degli elementi richiesti dalla Legge la partenza viene rimandata. E’ dovere del canile rendere il cane idoneo alla partenza. Infatti il cane deve avere almeno una vaccinazione ( Ceppi e Lepto ), deve essere sverminato, microchippato e spulciato. Questo per quanto riguarda la salute del cane. Un cane che non è in salute non può affrontare il viaggio e tantomeno può essere adottato.

I documenti necessari per il trasporto del cane

Una volta controllata la salute del cane, si parte con i documenti. Il canile provvederà a compilare un documento che autorizza il trasporto dell’animale. In questo foglio sono scritti i dati del canile, della staffetta e dell’affidatario del cane oltre alle date delle vaccinazioni e i vari esami effettuati al cane tra cui la sverminazione e l’antiparassitario. Una volta preparate le carte il canile chiede l’autorizzazione all’ASREM veterinaria che si impegna ad inviare una pre-notifica alla ASL di appartenenza dell’adottante. Prima di mandare il cane nella sua nuova casa, dalla sua nuova famiglia, la staffetta si occupa di un altro documento di trasporto che si differenzia in base alla lunghezza del viaggio espresso in ore. Per i viaggi inferiori a 8 ore bisogna compilare il modulo di autorizzazione del trasporto di tipo 1. Per i viaggi con una durata che supera le 8 ore c’è bisogno del modulo di autorizzazione tipo 2.

Il mezzo di trasporto è omologato e adibito per trasportare animali vivi e avere gabbie in base alla taglia e al peso del cane. Inoltre i conducenti sono due, il più delle volte tre in modo tale da potersi dare il cambio per i viaggi più lunghi.

Se volete adottare un cane da lontano e avete bisogni di chiarimenti contattatemi.

Come diventare volontario in canile

diventare volontario

Come diventare volontario in canile? I requisiti potrebbero sembrare scontati ma non lo sono. Sentiamo parlare molte volte di animali maltrattati, di cani in canili lasciati a se stessi. Cani malnutriti, rinchiusi per mesi in gabbie, sporchi e puzzolenti. Con l’unica speranza che qualcuno li porti via, il problema è che nessuno porta con sé un cane visibilmente malandato. Solo una persona con un cuore grande può compiere un gesto così eroico. Siamo abituati a vedere le cose belle, perfette. Siamo abituati a scegliere le cose di moda, le cose che fanno parlare positivamente le persone. Non sceglieremo mai un cane sporco con la faccia stanca che non riesce a rimanere in piedi. Questa è la brutta verità, inutile nasconderla. Anzi, dobbiamo essere consapevoli di cosa siamo. Badiamo all’apparenza ma la sostanza a chi la vogliamo lasciare?

Le persone che hanno aperto i canili erano volenterose come te, pieni di amore per gli animali. Con tanta voglia di migliorare le condizioni di questi poveri esseri abbandonati. E poi cosa è successo? Dove è finito tutto questo amore?

Ed ecco qui che arrivo a rispondere alle tue domande. Per diventare volontario, uno vero, ci vuole un amore smisurato e indissolubile. Più di quello che si giura sull’altare. I cani sono indifesi, hanno già combattuto le loro battaglie prima di finire in canile. Hanno già subito le scelte sbagliate degli uomini. Adesso hanno bisogno solo di affetto, attenzione, cura e calore. Questi sono i requisiti: pazienza, amore verso se stessi e gli altri, voglia di condividere, rispetto per l’ambiente, gli animali e il prossimo. No, non è una preghiera ma è una fede. Avere fiducia nel comportamento dei cani che all’inizio saranno terrorizzati. Probabilmente ti ringhiano o non si fanno proprio avvicinare.

volontariato in canile

Il cane non è un pupazzo, toglitelo dalla testa. Se vuoi diventare volontario in canile allora devi saper tenere testa. Devi pensare come fare per rendere la vita di quel cane o anche solo il comportamento positivo a sé stesso. Cosa vuol dire? Quando arriva un cane maltrattato non puoi trattarlo come un cane giocherellone di natura. I cani come le persone sono diversi, con ognuno di loro c’è un atteggiamento idoneo da tenere. Sta a te essere bravo nel fargli acquistare fiducia.

Ti sto spaventando? Penserai “tutte queste parole e alla fine devo solo portare un cane a spasso” l’hai pensato realmente? Allora ti sei appena fatto un quiz da solo. Se la risposta a queste domande è si prima di diventare volontario riflettici bene.

Io parlo a chi vuole diventare volontario realmente non per gioco, non per sport, non per aggiungerlo al curriculum. Io parlo a quelle persone che amano e sognano, alle persone che nel loro piccolo voglio cambiare il mondo. Perché solo se lo desideri avviene qualcosa di meraviglioso nella tua vita e di conseguenza nella vita di tutti!

Differenze tra canile e rifugio

Quali sono le differenze tra un canile sanitario e un rifugio per cani? Spesso questi due termini vengono associati, si può dire che l’obiettivo sia lo stesso cioè togliere più cani possibili dalla strada e favorire l’adozione. Vogliamo tutti che un cane trovi la sua famiglia, la sua casa e la sua serenità. Le differenze le vediamo insieme in questo articolo.

Immagine che richiama il canile sanitario o un rifugio per cani

Il canile sanitario

Il canile sanitario è la struttura che ospita temporaneamente i cani randagi. I trovatelli sosteranno in canile fino alla restituzione al padrone, nel caso in cui ci fosse, o fino alla loro adozione. Il canile può essere privato o comunale (troverete maggiori informazioni sul link), in ogni caso è mantenuto economicamente dal Servizio veterinario della ASL della zona, dal comune se si tratta di canile comunale e dai comuni convenzionati nel caso di canile privato.

Di cosa si occupa il canile sanitario?

Il canile sanitario è una struttura di ricovero a tutti gli effetti. Il cane, quando arriva in canile viene sottoposto alle eventuali cure mediche, dopo una visita di controllo. Ad ogni cane si applica un microchip nel caso in cui non ne abbia uno. Se il cane ha un microchip allora lo si conduce al proprietario a cui lo si restituisce. Nel caso in cui si scopre che il proprietario ha abbandonato il suo cane vi avviso che la multa è salata e va dai 1.000 ai 10.000 euro. Il lavoro di un canile non finisce mai perché i cani sono tanti e ogni giorno sono osservarti, curati, nutriti, addestrati e coccolati. Prima dell’adozione il cane deve risultare idoneo ad essa. Deve essere quindi microchippato, in ottima salute e educato prima di poterlo affidare ad una famiglia.

I tempi nei canili

I cani in canile possono stare fino a 60 giorni se non vengono adottati. Passati questi 60 giorni i cani non adottati devono spostarsi in un rifugio. Il problema è che non tutte le zone in Italia hanno un rifugio quindi alcuni canili hanno molti cani per anni. Spesso arrivano da cuccioli e muoiono stesso in canile ad età avanzata.

Immagine che richiama il canile sanitario o un rifugio per cani

Il rifugio per cani

Il rifugio è gestito da un’associazione no-profit. A differenza del canile è tirato avanti con la forza economica dei soli volontari. Le loro entrate economiche derivano dalle donazioni delle persone e da campagne sociali organizzate da loro. Quindi oltre al duro lavoro che comporta una struttura piena di cani abbandonati c’è la “paura” di non poter farcela economicamente. Il rifugio accoglie non solo i cani abbandonati e trovati in strada ma anche quelli di cui i padroni non vogliono più.

Come funziona il rifugio per cani?

Il rifugio per cani ha il dovere di curare e custodire i cani per i quali non è possibile la restituzione ai proprietari o l’affidamento agli eventuali richiedenti. Inoltre deve accogliere i cani che provengono dal canile dopo i 60 giorni di osservazione e cura. Ripeto che non sempre questo è possibile infatti spesso i canili che non hanno un rifugio vicino la loro zona continuare a tenere e a curare i cani non adottati.

Le case di accoglienza

E’ possibile che il rifugio non abbia spazio per tutti i cani. In questo caso ci sono le case di accoglienza che sono le case dei volontari, tutti possono mettere a disposizione la propria casa, fino all’adozione del cane sempre che successivamente non decida il volontario stesso di adottarlo.

Canile: che cos’è?

Ciao sono Siria, il cane sopravvissuto alla strada. Ti voglio raccontare del posto in cui vivo da anni, tu lo chiamerai di sicuro canile ma per è casa.

Finalmente posso raccontare la mia storia e quella di tanti altri cani che come me sono stati fortunati a trovare la loro casa. Ma soprattutto voglio farti presente di quanti altri purtroppo non hanno avuto una vita fortunata quanto la mia. Voglio poter raccontare a tutti, fuori da questo recinto, le nostre vittorie e le nostre disgrazie.

Le persone come te non lo sanno, io voglio sperare che non lo sanno, altrimenti non ci abbandonerebbero e ci verrebbero subito a prendere nuove famiglie. Dimmi che tu sei una di quelle, che fai parte di una famiglia sorridente, come quelle che vengono a trovarci a casa e portano con sé un altro pezzo di famiglia. Oppure dimmi che sei una persona che ci ama tanto, che sta da sola e vuole compagnia, noi cani siamo animali da compagnia, non faresti uno sbaglio a prenderci con te sai.

Se vuoi sapere qual’è la vita e lo strazio di un cane abbandonato allora ti invito a leggere la mia storia.

Immagine che raffigura la vita in canile

La mia casa

Cos’è un canile?

Il canile è una struttura che ospita temporaneamente tutti i cani randagi, presi e portati dal personale autorizzato del Servizio veterinario della ASL. Spesso si tratta di cani senza identità, abbandonati dai padroni di cui nessuno è a conoscenza. Dall’oggi all’indomani, c’è un nuovo trovatello in mezzo la strada. La storia di questi cani è quasi sempre la stessa o meglio sono due le più comuni:

  1. Il cane è stato adottato da piccolo come regalo di Natale per un bambino e abbandonato una volta fatto grande dai genitori che non hanno insegnato al figlio a prendersi cura di lui, stanchi se ne sbarazzano come se fosse un sacco d’immondizia, come se la colpa fosse del cane;
  2. Il cane sembra avere qualche problema caratteriale o di salute, invece di educarlo o curarlo viene lasciato in mezzo a una strada costretto a guardare e sperare che le stesse persone che l’hanno lasciato lì lo vengano a riprendere.

Ma le persone non tornano a riprenderlo, quello che lo aspetta lui non lo sa. Fin quando un giorno lo vengono a salvare. Ma questa è un’altra storia!

La riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all'uomo. Vita da canile

La riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all’uomo.
(Antoine Bernheim)

Canile sanitario

Canile comunale e canile privato

Il canile comunale e quello privato sono più o meno la stessa cosa, la differenza sostanziale è che il canile privato (la struttura) è di proprietà del gestore, quindi di un privato che decide di aprire il canile, mentre il canile comunale è di proprietà del comune. I comuni che non hanno una propria struttura usufruiscono del privato, quindi un canile privato detiene tutti i cani dei comuni con cui è convenzionato.

La procedura: dalla strada al canile

In pratica, il comune segnala i cani randagi sul territorio da catturare. A prenderli e portarli in canile ci pensano gli addetti alla cattura del Servizio veterinario della ASL, meglio conosciuti come accalappiacani. Una volta recuperato il cane si deve provvedere a quale canile affidarlo, le possibilità sono tra le seguenti:

  1. Il comune non ha un canile proprio e nemmeno un accordo con un canile privato
  2. Il comune ha un canile comunale
  3. Il comune è convenzionato con un canile privato, che non necessariamente si trova nelle vicinanze

Nel primo caso, quindi se il comune chiama l’accalappiacani ma non ha un posto a cui affidare il cane, sarà il Servizio veterinario della ASL a provvedere al canile a cui affidarlo.

A chi sono a carico le spese del trovatello?

Se i cani acchiappati sono di proprietà le spese di mantenimento e dell’eventuale acquisto e costo di applicazione del microchip sono a spese del proprietario dell’animale da compagnia. Mentre, se il cane è randagio le spese di mantenimento del cane e del costo del microchip sono a carico del comune che ha mandato la segnalazione e le spese dell’applicazione del microchip sono del Servizio veterinario della ASL.